STANDUP COMEDY COL PUBBLICO SBAGLIATO

A qualsiasi comico capita di fare degli spettacoli in cui si ritrova un pubblico non proprio ideale.


Anche se è un problema reale, spesso il "pubblico sbagliato" diventa una sorta di alibi per certi comici, che preferiscono sbolognare la responsabilità di una serata andata male alla platea inadeguata, invece di domandarsi se avrebbero potuto fare meglio.

Quando mi capita di fare serate con il "pubblico sbagliato", mi sforzo di andargli incontro, perché spesso il problema è semplicemente che la gente non è abituata ad un certo tipo di monologhi e di battute, e bisogna farglieli conoscere con pazienza, insomma, non è una questione così scontata come sembra.
E soprattutto, se lavori bene, ti accorgi che non esiste "il pubblico sbagliato".

SE HITLER AVESSE FATTO RIDERE - riflessione su "GrilloVSGrillo" di Netflix.


PREMESSA 1: Grazie al cazzo che Beppe Grillo fa ridere, è così che è diventato Beppe Grillo.
PREMESSA 2: Nel marketing le aziende ingaggiano i personaggi famosi per vendere i loro prodotti perché le vostre emozioni tendono a fidarsi, specie di uno che vi fa ridere.
PREMESSA 3: Nel marketing politico i prodotti da vendere sono due: un’idea di mondo migliore, e un governo che sicuramente la farà diventare realtà.
PREMESSA 4: Le battute non sono “solo battute”. Verso la fine degli anni ’90, quando volevamo dire a qualcuno che mangiava male, si usava tantissimo la battuta che Giovanni dice a Giacomo all’inizio di Tre Uomini e Una Gamba: “Mezzogiorno? Topi morti?!”; ancora oggi usiamo “Faccio cose, vedo gente” per indicare un "finto intellettuale di sinistra". Prima di quelle battute si diceva “mangi male” e “finto intellettuale di sinistra”. Le battute possono cambiare il tuo modo di parlare, il tuo modo di parlare cambia il tuo modo di pensare. Inoltre, se senti uno sconosciuto che usa la tua stessa battuta, lo percepisci già come un amico, perché la comicità è un collante sociale molto forte.
PREMESSA 5: Un comico che fa marketing politico per acquisire consenso e potere usando la comicità mi fa schifo, è sbagliato, è pericoloso. Solo che vorrei provare a spiegare il perché, dal mio punto di vista di comico e satirico.

Se non vi siete già stancati di questo post e state ancora leggendo, probabilmente vi interesserà.

SALVINI E LE SPARATE IDIOTE

Esce fuori la notizia di un migrante che avrebbe sequestrato e violentato una operatrice di un centro di accoglienza nel napoletano. (Qui da Repubblica.it)

Chiaramente Matteo Salvini non se la fa sfuggire, e ne fa occasione per generalizzare su tutti i migranti e proporre le sue soluzioni fasciste.

Non mi succede spesso, ma il mio passato da giornalista mi ha fatto riaffiorare un ricordo, è bastata una breve ricerca in rete, et voilà:



Il populismo piace anche a me, del resto.
Tra l'altro, nelle ore successive all'uscita della notizia la "violenza" sessuale si è ridimensionata in "molestia", nel senso che il tizio ha sequestrato la donna nel suo ufficio, e si è abbassato i pantaloni, cosa classificabile assolutamente come "molestia", ma senza avere alcun contatto fisico.
Cosa che invece la parola "violenza" suggerisce.

Perché i fatti vanno sempre accertati esattamente.

Infatti, a onor di cronaca, Manenti nel 2015 è stato prosciolto, ma PER PRESCRIZIONE, quindi è ACCERTATO che abbia commesso abusi, ma per la legge italiana è passato troppo tempo per poterlo condannare.
Chiaramente la prescrizione è una malattia che portano gli immigrati dall'Africa.


SITI RESPONSABILI PER I COMMENTI? ALLORA CIAONE!

2 Gennaio 2017, La Cassazione ha stabilito che i siti sono responsabili dei commenti dei lettori,
in pratica se voi qua sotto i commenti scriveste per esempio che "Papa Bergoglio è pedofilo" (ripeto per gli amici della Cassazione, per esempio ),

io potrei essere denunciato per "concorso in diffamazione".
Siccome non c'ho tempo da perdere a moderare i vostri commenti, e siccome comunque di quello che ci scrivete non mi importava nulla neanche prima,

SU QUESTO SITO SONO DISABILITATI I COMMENTI.
Non "tengo famiglia",
ma non significa che ho voglia di condanne.